Pubalgia o sindrome retto adduttoria: diagnosi e cure

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La pubalgia, nota anche come sindrome del retto adduttore, è una condizione dolorosa che interessa le strutture anatomiche della regione inguinale e pelvica.

La pubalgia, conosciuta anche come sindrome del retto adduttore, è una condizione dolorosa che colpisce le strutture anatomiche della regione inguinale e pelvica. È particolarmente comune tra gli atleti, specialmente coloro che praticano sport con movimenti ripetitivi e torsioni del tronco.

Le strutture coinvolte includono i muscoli retto addominale, gracile, ileo-pubico, ileo psoas e adduttori, oltre ai legamenti inguinali e la sinfisi pubica. La disfunzione di queste strutture può provocare infiammazione, dolore e rigidità nell’area inguinale e pelvica, con un impatto significativo sulle prestazioni atletiche e sulla qualità di vita dei pazienti affetti da questa sindrome.

Pubalgia

Sintomi e cause della pubalgia

I sintomi tipici della pubalgia includono dolore nella regione inguinale e pelvica, che può irradiarsi lungo la parte interna della coscia e fino alla zona pubica. Il dolore tende a peggiorare con i movimenti di torsione del tronco, gli sforzi intensi o prolungati e l’attività fisica. In alcuni casi, i pazienti possono sperimentare anche debolezza muscolare, infiammazione e una sensazione di bruciore nella zona colpita.

La pubalgia, o sindrome del retto adduttore, può svilupparsi per diversi motivi. Il principale è il sovraccarico muscolare, causato da un eccessivo lavoro muscolare o movimenti ripetitivi che possono danneggiare i muscoli e i tendini coinvolti. Inoltre, disfunzioni biomeccaniche come squilibri muscolari, deficit di stabilità e postura scorretta possono contribuire all’insorgenza di queste infiammazioni.

Altri fattori di rischio per la pubalgia includono scarsa flessibilità muscolare, cattiva tecnica di allenamento, riscaldamento inadeguato e recupero insufficiente dopo l’attività fisica. Anche una dieta povera di antiossidanti e una condizione di stress cronico possono aumentare l’infiammazione e il dolore nella zona pelvica.

Diagnosi della pubalgia

Per diagnosticare correttamente la pubalgia e identificarne la causa specifica, i test clinici ortopedici sono fondamentali. Questi test includono una serie di manovre e movimenti eseguiti dal medico ortopedico per valutare la funzionalità e la stabilità delle articolazioni e dei muscoli nella zona pubica e inguinale.

Uno dei test più comuni per la diagnosi della pubalgia è il test di Thomas. Durante questo test, il paziente si sdraia sulla schiena mentre il medico flette una gamba del paziente fino al petto. Questo test valuta la flessibilità e la forza dei muscoli dell’anca e dell’inguine, che possono essere compromessi nella pubalgia.

Un altro test importante è il test di resistenza addominale. Qui, il paziente si sdraia sulla schiena e solleva le gambe tenendole dritte, mentre il medico applica resistenza alle gambe per valutare la forza degli addominali e dei muscoli dell’inguine.

Oltre ai test clinici ortopedici, possono essere eseguiti esami di imaging per ottenere una visione più dettagliata delle strutture coinvolte nella pubalgia.

Tra gli esami strumentali più comuni per la diagnosi della pubalgia ci sono:

  • Radiografia: Permette di valutare lo stato delle ossa dell’area pubica e di escludere fratture o lesioni ossee.
  • Ecografia: Consente di visualizzare i tessuti molli, come muscoli, tendini e legamenti, per individuare lesioni o infiammazioni.
  • Risonanza Magnetica (RM): Fornisce immagini dettagliate dei tessuti molli e delle articolazioni, permettendo di individuare con precisione la causa del dolore pubico.

Calcio e pubalgia

La pubalgia è un problema comune tra i calciatori, causa dolore e limita la performance durante l’attività sportiva. Le cause di questo fastidioso problema sono spesso legate a sovraccarico muscolare e squilibri biomeccanici.

Una delle principali cause di pubalgia nei calciatori è il sovraccarico muscolare dovuto all’uso eccessivo dei muscoli addominali, del pavimento pelvico e dei muscoli dell’inguine durante l’attività sportiva. Questo può verificarsi quando un giocatore aumenta bruscamente l’intensità degli allenamenti o gioca con una frequenza eccessiva, senza dare il giusto tempo ai muscoli per recuperare.

Un’altra causa comune di pubalgia nei calciatori è rappresentata da squilibri muscolari e posturali, che creano tensione e stress eccessivo su determinate aree del corpo, come l’addome e l’inguine. Ad esempio, una postura scorretta durante l’esecuzione di determinati movimenti o una debolezza muscolare in alcune aree può aumentare il rischio di sviluppare pubalgia.

Fattori come la rigidità articolare, una tecnica di allenamento scorretta, una postura errata durante il gioco, o calzature inadeguate possono contribuire alla comparsa della pubalgia nei calciatori.

Per prevenire la pubalgia e ridurre il rischio di infortuni, è importante che i calciatori seguano un programma di allenamento equilibrato. Questo dovrebbe includere esercizi per rinforzare i muscoli addominali, dell’inguine e del pavimento pelvico, oltre a esercizi di stretching per migliorare la flessibilità. Mantenere una corretta postura durante il gioco e utilizzare attrezzature adeguate sono fondamentali.

Se un calciatore sviluppa sintomi di pubalgia, come dolore e rigidità nell’addome e nell’inguine, è essenziale consultare un medico o un fisioterapista per una valutazione corretta e un adeguato piano di trattamento. Questo potrebbe includere riposo, terapie fisiche, esercizi di rafforzamento muscolare e terapie manuali.

Terapie conservative per la pubalgia

Il trattamento della pubalgia può essere complesso e richiede un approccio multidisciplinare che può includere terapie conservative come fisioterapia, terapie manuali, terapie farmacologiche e terapie complementari.

Fisioterapia

La fisioterapia è una delle terapie conservative più efficaci per il trattamento della pubalgia. Un fisioterapista può aiutare a ridurre il dolore e migliorare la funzionalità muscolare e articolare attraverso esercizi di stretching, rafforzamento muscolare e mobilizzazione articolare.

Terapie Manuali

Le terapie manuali, come il massaggio e le manipolazioni articolari, possono essere utili nel ridurre il dolore e migliorare la mobilità articolare. Queste terapie aiutano a rilassare i muscoli contratti e a migliorare la circolazione sanguigna, favorendo il recupero e riducendo il rischio di ricadute.

Terapie Strumentali

Le terapie strumentali sono un valido supporto nel trattamento della pubalgia, fornendo sollievo dal dolore e facilitando la guarigione. Tra le terapie strumentali più efficaci ci sono:

Tecarterapia: Utilizza onde elettromagnetiche ad alta frequenza per stimolare la circolazione sanguigna, ridurre l’infiammazione e promuovere la rigenerazione tissutale.

Laser Terapia: Il laser terapeutico emette radiazioni luminose che penetrano nei tessuti muscolari, promuovendo la guarigione e riducendo il dolore.

Onde d’Urto: Utilizza onde acustiche ad alta intensità per stimolare la guarigione dei tessuti muscolari e ridurre il dolore, particolarmente utile nel trattamento della pubalgia cronica.

Terapie Farmacologiche

Le terapie farmacologiche possono essere utilizzate per ridurre il dolore e l’infiammazione associati alla pubalgia. Gli antinfiammatori non steroidei (FANS) e gli analgesici possono essere prescritti per alleviare il dolore e ridurre l’infiammazione. È importante consultare un medico prima di assumere qualsiasi farmaco per evitare possibili effetti collaterali.

Terapie Complementari

Le terapie complementari come l’agopuntura e la fitoterapia possono essere considerate nel trattamento della pubalgia. Queste terapie possono aiutare a ridurre il dolore, migliorare la circolazione sanguigna e favorire il recupero muscolare.

Le terapie conservative sono fondamentali nel trattamento della pubalgia e possono aiutare a ridurre il dolore, migliorare la funzionalità muscolare e articolare e favorire il recupero del paziente.

Terapia infiltrativa per la pubalgia

Per trattare la pubalgia, i medici possono utilizzare diverse tecniche, tra cui le infiltrazioni.

Le infiltrazioni consistono nell’iniettare un farmaco direttamente nel sito del dolore, al fine di alleviarlo e migliorare la funzionalità dell’area interessata. Questo trattamento può essere particolarmente efficace nella pubalgia, poiché consente di agire direttamente sulle strutture coinvolte nel processo infiammatorio.

Tipi di Infiltrazioni

Le infiltrazioni possono essere di diversi tipi, a seconda del farmaco utilizzato. Tra le sostanze più comuni utilizzate per le infiltrazioni nella pubalgia:

  • Cortisone: Un potente anti-infiammatorio che può ridurre il dolore e l’infiammazione nell’area interessata.
  • Acido Ialuronico: Contribuisce a riparare i tessuti danneggiati.
  • Anestetici Locali: Alleviano il dolore immediato.

Efficacia delle Infiltrazioni

Le infiltrazioni possono essere un’opzione efficace nel trattamento della pubalgia, soprattutto nei casi in cui il dolore persiste nonostante le terapie conservative come il riposo, il ghiaccio e la fisioterapia. Tuttavia, è importante tenere presente che le infiltrazioni possono non essere efficaci per tutti i pazienti e che possono essere necessarie più sessioni per ottenere risultati duraturi.

Terapia chirurgica per la pubalgia

Se il dolore persiste nonostante il trattamento conservativo, come riposo, fisioterapia e farmaci anti-infiammatori, potrebbe essere necessario ricorrere a interventi chirurgici per alleviare i sintomi e ripristinare la funzionalità dell’area colpita.

Tipi di Interventi Chirurgici per la Pubalgia

Esistono diversi tipi di interventi chirurgici che possono essere utilizzati nel trattamento della pubalgia, a seconda della causa sottostante del dolore e della gravità della condizione.

  • Riparazione dell’ernia: Se la pubalgia è causata da un’ernia inguinale o sportiva, potrebbe essere necessario eseguire un intervento chirurgico per riparare la debolezza dei muscoli addominali e dell’inguine. Questo intervento può coinvolgere l’utilizzo di una rete per rinforzare i tessuti deboli.
  • Rimozione di ispessimenti ossei: Se il dolore è causato da ispessimenti ossei o calcificazioni nell’area dell’inguine, potrebbe essere necessario eseguire un intervento chirurgico per rimuovere queste formazioni anomale. Questo può essere fatto tramite artroscopia, un procedimento minimamente invasivo.
  • Trattamento dei muscoli addominali e dell’inguine: In alcuni casi, il dolore può essere causato da una disfunzione muscolare o da lesioni dei tendini. In questi casi, potrebbe essere necessario un intervento chirurgico per ripristinare la funzionalità dei muscoli e dei tendini.

Consultare uno specialista

Prima di sottoporsi a un intervento chirurgico per la pubalgia, è fondamentale consultare uno specialista in medicina dello sport o un chirurgo ortopedico per valutare la causa del dolore e stabilire il trattamento più appropriato. È importante seguire attentamente le indicazioni del medico dopo l’intervento chirurgico e impegnarsi in un adeguato programma di riabilitazione per favorire una rapida guarigione e prevenire recidive.

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