Protesi d’anca: chirurgia e tipologie

  • Team Move 

L’intervento di artroprotesi dell’anca è una procedura chirurgica che sostituisce l’articolazione danneggiata dell’anca con una protesi artificiale.

Questa operazione è spesso raccomandata per pazienti affetti da dolore cronico all’anca, rigidità articolare e limitazione dei movimenti, causati da condizioni come l’artrosi, lesioni traumatiche o malattie degenerative dell’anca.

anca

Indicazioni alla chirurgia e tipologie di protesi

I motivi che portano a un intervento di protesi dell’anca possono variare, ma i più comuni includono:

  • Artrosi: una forma comune di artrite che colpisce l’articolazione dell’anca, provocando la degenerazione della cartilagine e l’infiammazione.
  • Fratture dell’anca: causate da traumi o cadute che danneggiano l’articolazione dell’anca e richiedono una sostituzione articolare per ripristinare la funzionalità.
  • Necrosi avascolare dell’osso dell’anca: una condizione in cui il flusso sanguigno all’osso dell’anca è compromesso, causando la morte delle cellule ossee e il deterioramento dell’articolazione.

Esistono vari tipi di protesi dell’anca disponibili sul mercato, ognuna progettata per soddisfare le esigenze specifiche dei pazienti in base al loro caso clinico. Tra i modelli di protesi più comuni ci sono:

  • Protesi di anca cementata: utilizzate per pazienti con buona qualità dell’osso e stabilità articolare. Queste protesi sono fissate all’osso dell’anca con cemento chirurgico per garantire maggiore solidità e durata nel tempo.
  • Protesi di anca non cementata: ideali per pazienti più giovani o attivi, poiché favoriscono la crescita dell’osso nell’articolazione artificiale, garantendo una maggiore durata e resistenza. Queste protesi richiedono un tempo di recupero più lungo ma offrono benefici a lungo termine.
  • Protesi di anca ibride: combinano elementi di protesi cementata e non cementata per offrire maggiore stabilità e durata nel tempo, adatte a pazienti con esigenze particolari.

La scelta del tipo di protesi dell’anca dipenderà dalle caratteristiche specifiche del paziente, come età, livello di attività fisica, qualità dell’osso e condizioni generali di salute.

Protesi totali o parziali

Le protesi totali dell’anca coinvolgono la sostituzione dell’intera articolazione dell’anca con una protesi artificiale composta da una testa femorale ergonomica, una cupola acetabolare e un componente intermedio chiamato “femore”. Questo intervento è generalmente eseguito in caso di danni gravi all’articolazione, come gravi deformità o artrite avanzata.

Le protesi parziali dell’anca, invece, coinvolgono la sostituzione solo di una parte dell’articolazione, preservando più tessuto osseo naturale. Questo intervento è generalmente indicato per pazienti più giovani con danni localizzati all’articolazione dell’anca.

L’intervento di protesi totale dell’anca è solitamente preferito quando il danno all’articolazione è diffuso e coinvolge l’intera struttura mentre l’intervento di protesi parziale può essere considerato quando il danno è limitato a una parte specifica dell’articolazione.

Le tecniche chirurgiche utilizzate per entrambi gli interventi sono simili, con l’obiettivo di ripristinare la stabilità e la funzionalità dell’articolazione. Tuttavia, durante l’intervento di protesi totale dell’anca, l’intera articolazione viene sostituita mentre durante l’intervento di protesi parziale solo la parte danneggiata viene sostituita.

Il recupero post-intervento varia a seconda del tipo di intervento e delle condizioni individuali del paziente. In generale, il recupero dopo un intervento di protesi parziale dell’anca è più rapido rispetto a quello di protesi totale, in quanto coinvolge una minore quantità di tessuto osseo e muscolare.

In entrambi i casi, è essenziale seguire un programma di riabilitazione post-operatoria per riprendere gradualmente l’uso dell’articolazione e riacquistare piena mobilità e funzionalità.

Le varie tecniche chirurgiche

Negli ultimi anni, con l’avanzamento delle tecnologie mediche e delle tecniche chirurgiche, sono state sviluppate diverse modalità di intervento per l’impianto di una protesi d’anca. Le principali differenze tra gli interventi chirurgici con diversi accessi chirurgici includono:

  • Accesso posteriore: Questo tipo di accesso chirurgico prevede l’incisione del muscolo gluteo per raggiungere l’articolazione dell’anca. È una tecnica tradizionale e può comportare un periodo di recupero più lungo rispetto ad altri accessi.
  • Accesso laterale: Con questo tipo di accesso, l’incisione viene effettuata sul lato dell’anca per raggiungere l’articolazione. È considerato meno invasivo rispetto all’accesso posteriore e può comportare un recupero più breve.
  • Accesso anteriore: Questo approccio prevede l’incisione nella parte anteriore dell’anca, permettendo al chirurgo di raggiungere l’articolazione senza dover tagliare i muscoli principali. È considerato il più moderno e meno invasivo, con un recupero più rapido e meno dolore post-operatorio.
  • Accesso mini-invasivo: Utilizza strumenti chirurgici speciali e tecniche avanzate per minimizzare l’incisione e il danno ai tessuti circostanti. Questo tipo di intervento può comportare un recupero più rapido e una riduzione del rischio di complicazioni post-operatorie.

La scelta dell’accesso chirurgico dipende dalle specifiche condizioni del paziente, dalla gravità della patologia dell’anca e dalle preferenze del chirurgo. Indipendentemente dalla tecnica utilizzata, è importante che i pazienti seguano attentamente le istruzioni del chirurgo e partecipino a un programma di riabilitazione post-operatoria per garantire una ripresa efficace e un recupero ottimale.

La robotica applicata alla chirurgia protesica dell’anca

L’impiego della robotica negli interventi di protesi dell’anca sta diventando sempre più diffuso e rivoluzionario nel campo della medicina. Grazie ai recenti progressi tecnologici, i chirurghi possono ora contare su dispositivi robotici avanzati per eseguire tali interventi in modo più preciso ed efficace.

Uno dei principali vantaggi dell’utilizzo della robotica in queste procedure è la maggiore precisione nel posizionamento della protesi, riducendo al minimo il rischio di complicazioni post-operatorie e migliorando la durata e la funzionalità dell’impianto. Inoltre, grazie alla tecnologia robotica, i chirurghi possono avere una migliore visualizzazione dell’area di intervento e eseguire tagli più accurati, minimizzando il danno ai tessuti circostanti.

I dispositivi utilizzati per gli interventi di protesi dell’anca includono robot con bracci robotici in grado di eseguire movimenti precisi e ripetibili con massima precisione. Questi robot assistono i chirurghi durante l’intervento fornendo feedback in tempo reale sulla posizione e l’angolazione della protesi, consentendo loro di apportare correzioni immediate per un’installazione ottimale.

Alcuni dispositivi robotici possono creare modelli 3D dell’anca del paziente prima dell’intervento, consentendo ai chirurghi di pianificare con precisione l’operazione e determinare la migliore posizione e dimensione della protesi. Questo approccio personalizzato migliora notevolmente i risultati dell’intervento e riduce al minimo il rischio di complicazioni.

L’utilizzo della robotica negli interventi di protesi dell’anca ha rivoluzionato il settore della chirurgia ortopedica, consentendo ai pazienti di beneficiare di interventi più precisi, meno invasivi e con tempi di recupero più brevi. Grazie a questa nuova tecnologia, i chirurghi possono ottenere risultati eccezionali, garantendo ai pazienti una migliore qualità di vita e una maggiore mobilità.

Protesi di anca in base all’età

La protesi d’anca è un intervento chirurgico spesso associato alla terza età, ma sempre più frequente anche tra i giovani pazienti. Quando si considera la protesi d’anca in età giovanile, è essenziale garantire una lunga durata e resistenza, poiché il paziente ha ancora molti anni di vita davanti.

I motivi che possono portare a un intervento di protesi d’anca nei pazienti giovani sono diversi e spesso legati a patologie degenerative come l’artrosi o traumi sportivi o accidentali. In alcuni casi, la protesi d’anca è necessaria per correggere difetti congeniti o malformazioni dell’anca che causano dolore e limitano la mobilità.

Un tipo di impianto protesico per i pazienti giovani sono le protesi di rivestimento, che conservano il collo e gran parte della testa femorale, rivestendo quest’ultima con un guscio metallico di grandi dimensioni che scorre su una coppa metallica. Questo materiale riduce gli attriti e la produzione di particelle per usura, una delle cause di fallimento della protesi.

Un altro tipo di protesi adatto ai soggetti giovani o con osso di buona qualità è la protesi “corta”, in cui la componente femorale è più piccola rispetto a quella tradizionale, conservando più osso femorale. Queste protesi sono dotate di teste di ampio raggio che riducono il rischio di lussazione e offrono una sensazione di movimento più simile al naturale.

Le protesi sono realizzate con materiali resistenti e durevoli, come il metallo e la ceramica, progettate per ripristinare la funzionalità e il comfort dell’articolazione dell’anca.

Le differenze tra le protesi d’anca per pazienti giovani e anziani riguardano principalmente la durata e la resistenza del dispositivo. I pazienti giovani, con un’attività fisica più intensa e una vita più lunga, richiedono protesi più robuste e durature.

Le protesi d’anca per i giovani sono realizzate con materiali di alta qualità e tecnologia avanzata, come il polietilene ad alta densità e le leghe metalliche più resistenti, progettate per sopportare lo stress e l’usura causati dall’attività fisica.

D’altra parte, le protesi per i pazienti anziani si concentrano maggiormente sulla stabilità, considerando anche eventuali problematiche di salute come l’osteoporosi o malattie croniche. Queste protesi possono presentare caratteristiche specifiche come una maggiore resistenza alla corrosione e una migliore adattabilità all’articolazione naturale.

Le differenze tra le protesi d’anca per pazienti giovani e anziani riguardano principalmente la durata, la resistenza e la mobilità del dispositivo.

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