Le onde d’urto rompono la spina calcaneare?

  • Team Move 

La fascite plantare è una condizione dolorosa che coinvolge la fascia plantare, il tessuto che si estende lungo la parte inferiore del piede, collegando il tallone alle dita dei piedi. 

Questo dolore, noto come dolore da fascite plantare, si verifica quando la fascia plantare viene soggetta a tensioni eccessive o ripetute, causando infiammazione e disagio.

onde d'urto

Fascite plantare e spina calcaneare

La fascite plantare rappresenta un disturbo che coinvolge la fascia plantare, il tessuto che si estende lungo la parte inferiore del piede, collegando il tallone alle dita dei piedi. Tale condizione può causare un dolore acuto noto come dolore da fascite plantare, ed è spesso associata alla tensione eccessiva o ripetuta su questa fascia.

Uno dei principali fattori che favoriscono lo sviluppo della spina calcaneare è proprio la tensione eccessiva sulla fascia plantare. Questo stress può provocare microtraumi nei punti di attacco al tallone, dando origine a piccole lesioni ossee conosciute come speroni calcaneare o spina calcaneare.

Le tensioni sulla fascia plantare possono derivare da diversi fattori, tra cui l’obesità, l’eccessiva attività fisica, il lavoro prolungato in piedi o l’uso di calzature inadeguate. Inoltre, la struttura del piede e la postura possono influenzare la formazione della spina calcaneare.

Quando la fascia plantare subisce tensioni costanti, il corpo risponde formando nuovo tessuto osseo per rafforzare l’area danneggiata.

Per prevenire o ridurre le tensioni sulla fascia plantare e prevenire la formazione della spina calcaneare, è fondamentale adottare alcune misure preventive. Queste includono il mantenimento di un peso corporeo sano, lo stretching regolare dei muscoli del piede e della caviglia, l’utilizzo di calzature adeguate e l’evitare di camminare o correre su superfici dure o irregolari. Integrare queste pratiche nella routine quotidiana può contribuire significativamente a prevenire problemi legati alla fascite plantare e alla spina calcaneare.

Differenza tra calcificazione tendinea e ossificazione

Le calcificazioni e le ossificazioni sono due processi distinti che avvengono nel corpo umano e possono essere osservati anche a livello istologico. Entrambi implicano l’accumulo di sali minerali nei tessuti, ma si differenziano per il tipo di tessuto coinvolto e la struttura che si forma.

Le calcificazioni si verificano con il deposito di sali di calcio nei tessuti molli come tendini, arterie, ghiandole e reni. Questo fenomeno può essere causato da varie condizioni come infiammazione, invecchiamento o accumulo di sostanze tossiche. A livello istologico, le calcificazioni si manifestano come aggregati di cristalli di calcio all’interno delle cellule o dello spazio extracellulare, spesso accompagnati da una reazione infiammatoria.

Le ossificazioni, invece, avvengono quando il tessuto molle si trasforma in tessuto osseo. Questo processo è regolato dagli osteoblasti, cellule specializzate che producono e depositano gradualmente materiale osseo fino a formare una struttura solida. Le ossificazioni possono essere fisiologiche, come durante lo sviluppo embrionale, o patologiche, come nel caso dell’osso eterotopico causato da traumi o infezioni. A livello istologico, si presentano come tessuti duri e compatti con una struttura trabecolare simile all’osso normale.

La spina calcaneare, conosciuta anche come sperone calcaneare, è una protuberanza ossea che si forma nella parte inferiore del calcagno, una delle ossa più grandi e solide del piede. Si tratta quindi di un’ossificazione all’inserzione della fascia plantare sul calcagno.

Anatomicamente, la spina calcaneare si sviluppa a causa di pressione o tensione eccessive sui legamenti e i tessuti molli che si ancorano al calcagno. Questo può verificarsi a seguito di sollecitazioni costanti, come nel caso di atleti o lavoratori che stanno in piedi per lungo tempo.

Dal punto di vista istologico, la formazione della spina calcaneare è il risultato di un processo infiammatorio cronico che coinvolge il tessuto osseo. L’irritazione costante dei legamenti e dei tendini che si collegano al calcagno può portare alla deposizione di depositi di calcio sull’osso, dando luogo alla spina calcaneare.

Effetti delle onde d’urto

Le onde d’urto possono favorire una migliore circolazione sanguigna nella zona trattata, riducendo l’infiammazione e il dolore. Nonostante la loro elevata energia, non danneggiano direttamente le strutture ossee. Invece, agiscono a livello tissutale, stimolando la produzione di sostanze che favoriscono la rigenerazione e la riparazione dei tessuti danneggiati. Inoltre, possono promuovere la sintesi di collagene, contribuendo al rafforzamento dei tessuti e accelerando il processo di guarigione.

Le onde d’urto possono anche influenzare il sistema nervoso, modulando la percezione del dolore e riducendo la sensibilità nella zona trattata.

Hanno un effetto biostimolante che favorisce la guarigione e la rigenerazione dei tessuti molli. Contrariamente alla credenza comune, questa terapia non mira a rompere la spina calcaneare.

Le onde d’urto rappresentano pertanto un trattamento efficace per diverse patologie muscolo-scheletriche, grazie ai loro benefici effetti sull’infiammazione e sulla rigenerazione dei tessuti. Pur non avendo l’obiettivo di rompere direttamente le ossa, agiscono in modo mirato sulle strutture coinvolte nella patologia, offrendo sollievo dal dolore e promuovendo il processo di guarigione.

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