Infiltrazioni articolari: come, quando e perché?

  • Team Move 

Le infiltrazioni rappresentano trattamenti terapeutici ampiamente diffusi nell’ambito dell’ortopedia e della reumatologia, finalizzati a mitigare il dolore e a ridurre l’infiammazione nelle articolazioni del corpo.

Queste procedure sono utilizzate per affrontare una vasta gamma di condizioni patologiche, tra cui l’artrite, le tendinopatie, le borsiti e le lesioni muscolari.

infiltrazioni

Infiltrazioni con cortisone o acido ialuronico

Due tipologie comuni di infiltrazioni sono quelle a base di cortisone e quelle contenenti acido ialuronico.

Le infiltrazioni a base di cortisone mirano a ridurre il dolore e l’infiammazione nelle articolazioni, specialmente in quelle affette da patologie come l’artrite reumatoide o l’artrosi, nonché in caso di tendinopatie. Il cortisone, potente anti-infiammatorio, agisce rapidamente nel ridurre il gonfiore e alleviare il dolore.

Tuttavia, pur garantendo sollievo per settimane o mesi, non affronta la causa sottostante del dolore articolare. Queste infiltrazioni sono consigliate quando il paziente necessita di un rapido sollievo in caso di condizioni acute.

Le infiltrazioni contenenti acido ialuronico sono invece impiegate nel trattamento dell’artrosi, una condizione caratterizzata dalla ridotta viscosità del liquido sinoviale nelle articolazioni, rendendolo meno efficace nel lubrificare le articolazioni stesse.

L’acido ialuronico, sostanza gelatinosa naturalmente presente nelle articolazioni, contribuisce a ridurre il dolore e l’infiammazione, migliorando la mobilità articolare. Queste infiltrazioni possono garantire un sollievo che perdura per mesi o anche un anno intero, risultando indicate per pazienti affetti da artrosi che non rispondono ad altre forme di trattamento.

In generale, le infiltrazioni a base di cortisone sono consigliate per affrontare il dolore acuto e l’infiammazione articolare, mentre quelle contenenti acido ialuronico sono più idonee nel trattare l’artrosi cronica e nel migliorare la funzionalità articolare nel lungo periodo.

Prima di decidere il tipo di infiltrazione più adatto al proprio caso, è fondamentale consultare un medico specialista che possa valutare la condizione del paziente e consigliare il trattamento più appropriato. Entrambe le tipologie di infiltrazioni possono risultare efficaci nel ridurre il dolore e nel migliorare la qualità di vita dei pazienti affetti da disturbi articolari ma è importante considerare attentamente le differenze tra le due e i risultati attesi da ciascuna di esse.

Infiltrazioni: dove e come?

Le procedure per eseguire infiltrazioni variano in base all’articolazione da trattare e al tipo di farmaco da somministrare. Le articolazioni più frequentemente trattate includono anca, ginocchio, spalla, gomito e caviglia.

Per eseguire un’infusione, il medico deve localizzare con precisione il punto di inserimento dell’ago. Questo avviene tramite un esame fisico dettagliato e, talvolta, l’impiego di tecniche di imaging come ecografia o radiografia. Una volta individuato il punto, il medico inietta il farmaco direttamente nell’articolazione o nella zona circostante.

Le tecniche più comuni per le infiltrazioni comprendono:

  • Infusione intra-articolare: il farmaco viene iniettato direttamente nell’articolazione, usata per trattare patologie come l’artrite e lesioni legamentose. 
  • Infusione peri-articolare: il farmaco viene iniettato intorno all’articolazione, nei tessuti molli circostanti, impiegata per patologie come borsiti e tendinopatie. 
  • Infusione intra-tendinea: il farmaco viene iniettato direttamente nel tendine danneggiato, particolarmente efficace per tendinopatie come la tendinite.

Le infiltrazioni sono generalmente ben tollerate e possono essere eseguite in regime ambulatoriale. Tuttavia, è cruciale seguire le indicazioni del medico per minimizzare il rischio di complicazioni. È altresì importante considerare che le infiltrazioni potrebbero non offrire una soluzione permanente e potrebbero richiedere trattamenti ulteriori per gestire la patologia a lungo termine.

Le tecniche utilizzate variano in base all’articolazione e alla patologia. È sempre consigliabile consultare uno specialista per valutare la necessità e la sicurezza delle infiltrazioni nel proprio caso specifico.

Controindicazioni

Le infiltrazioni articolari sono procedure mediche comuni impiegate nel trattamento di condizioni articolari come l’artrite, la borsite e le tendiniti. Tuttavia, esistono alcune controindicazioni di cui è cruciale essere consapevoli prima di intraprendere tale trattamento.

Le infiltrazioni articolari possono essere controindicate in presenza di infezioni locali, come ad esempio una ferita aperta nell’area da trattare o un’attiva infezione nell’articolazione stessa. In queste situazioni, l’infiltrazione potrebbe diffondere l’infezione e aggravare la condizione.

Inoltre, è sconsigliato sottoporsi a infiltrazioni articolari in caso di allergie ai farmaci utilizzati durante il trattamento. È importante informare il medico di eventuali allergie o reazioni avverse ai farmaci.

Altre controindicazioni comprendono la presenza di emorragie attive nell’area da trattare, la presenza di tumori o lesioni maligne nell’articolazione e la presenza di disturbi emorragici o coagulativi che potrebbero aumentare il rischio di sanguinamenti durante l’infiltrazione.

Sebbene le infiltrazioni articolari siano generalmente considerate sicure, è essenziale discutere con il medico di tutte le controindicazioni prima di procedere con il trattamento, al fine di evitare complicazioni e possibili peggioramenti della situazione.

In generale, le condizioni articolari in cui è sconsigliato l’uso delle infiltrazioni includono le patologie infettive, tumorali, emorragiche e le allergie ai farmaci utilizzati durante il trattamento.

È fondamentale consultare uno specialista prima di intraprendere un trattamento con infiltrazioni articolari, al fine di valutare le controindicazioni e i rischi associati, garantendo così la sicurezza e l’efficacia della terapia.

 

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